EDDY MERCKX (1945-)

"Il cannibale" ovvero il ciclista più vittoriosa di ogni epoca capace di vincere 5 Tour de France, 5 Giri d'Italia, 7 Milano-Sanremo, 3 Mondiali e decine e decine di grandi corse. Non lasciava mai una vittoria, si impegnava sempre al massimo: questo era il suo grande segreto. Se non fosse incappato nel doping (durante il Giro del '59) probabilmente avrebbe ottenuto il titolo di miglior ciclista del ventesimo secolo. Anche con questa piccola macchia rimane comunque uno dei corridori più fammosi di tutti i tempi.

 

FELICE GIMONDI (1937-)

Ebbe la sfortuna di correre nel periodo d'oro di Merckx, ma nonostante quetsa "concorrenza" riuscì ad ottenere prestigiose vittorie come il Tour de France del 1965 o i Mondiali del 1973. Rispetto al rivale, Gimondi era più freddo e calcolatore, oltre al fisico usava la testa. Nel suo palmares troviamo anche molte classiche: dalla Milano-Sanremo alla Roubaix.

 

 

 

VITTORIO ADORNI (1937-)

Corridore dalla classe cristallina seppe fare anche il gregario. La sua impresa più bella è legata al Campionato del Mondo del 1968 a Imola quando vinse con un distacco di 10 minuti! Prestigiosa anche la vittoria al Giro d'Italia del 1965.

 

 

 

LUIS OCANA (1945-1994)

E' stato il primo vero ciclista spagnolo, inteso come corridore completo capace di competere su tutti i terreni. Ocana era forte in salita, a cronometro, in volata. Fu anche molto sfortunato: perse il Tour del 1971 per una caduta e fu costretto a rinunciare a quello del '72 per una polmonite. Si rifece l'anno successivo trionfando nella corsa a tappe francese, ma quelle due occasioni perse rimasero sempre come un tarlo nella sua mente. Al termine della carriera seppe avviare un'impresa vinicola di successo, ma nel 1994 inaspettatamente compì il tragico gesto di togliersi la vita.

 

WALTER GODEFROOT (1943-)

Grande passista belga, vincitore di diverse classiche (dalla Parigi-Roubaix alla Liegi-Bastogne-Liegi) e svariate tappe nei grandi giri. Non si curò della presenza ingombrante di Merckx cogliendo oltre 150 successi da professionista. Grazie all'esperienza maturata e al suo carattere aperto, a fine carriera è diventato un apprezzato Direttore Sportivo.

BERNARD HINAULT (1954-)

Uno dei più grandi esponenti del ciclismo francese, ha dominato le scene per 10 anni a partire dalla seconda metà degli anni '70. Ha vinto tutto e dominato su ogni terreno: nel suo palmares 5 Tour, 3 Giri e 1 Campionato del Mondo oltre a decine di classiche. Freddo, calcolatore e molto determinato. Dichiarò che si sarebbe ritirato a 32 anni e così ha fatto nonostante fosse ancora in piena forma. E' difficile trovare un suo autografo con firma per esteso in quanto solitamente lasciava semplicemente la sigla HB.

 

MORENO ARGENTIN (1960-)

Rara imagine che ritrae un Argentin giovanissimo. Corridore furbo e completo, ha legato la sua fama soprattutto alle molte vittorie ottenute nelle classiche (4 Liegi-Bastogne-Liegi) e al trionfo nel Campionato del Mondo del 1986.

 

 

 

GUIDO BONTEMPI (1960-)

Forte velocista, mattatore negli anni ’80 dove fece incetta di tappe al Giro e al Tour, togliendosi lo sfizio di vincere anche qualche classica (Parigi-Bruxelles, Gent-Wevelgem). In questa cartolina è ritratto all’inizio della carriera.

 

 

 

ROGER DE VLAEMINCK (1947-) & ERIC VANDERAERDEN (1962-)

Curiosa immagine autografata da entrambi i campioni belgi rappresentanti di due epoche diverse. De Vlaeminck è stato il re delle classiche negli anni '70 con un bottino impressionante (4 Roubaix, 3 Sanremo ecc.). Ciclista polivalente, trionfò anche nel ciclocross. Vanderaerden è qui ritratto giovanissimo. Proprio da dilettante era considerato una grande promessa grazie alle 229 vittorie ottenute! Passato professionista ottenne molti successi (Parigi-Roubaix, Giro delle Fiandre ecc), ma non raggiunse il prestigio di De Vlaeminck.

PEDRO "PERICO" DELGADO (1960-)

Corridore di grande classe. Si è imposto nel Tour de France del 1988.Per il resto ha ottenuto successi soprattutto in Patria tra cui la Vuelta Espana del 1989. Memorabili i suoi duelli con l'americano Lemond.